Questo progetto è nato ormai più di dieci anni fa in Sicilia, da un incontro tutto sommato casuale tra Guido, un agricoltore siciliano, e Jennifer, una sognatrice hongkonghese, e da allora non ha mai smesso di evolversi. L’idea principale è il forte aspetto culturale che caratterizza le regioni mediterranee. Un elemento fondamentale che risale all’inizio della civiltà umana. Parliamo dell’agricoltura: l’arte di produrre cibo. Il progetto pone le basi sull’azienda di famiglia di Guido ed è spinto dall’entusiasmo per la divulgazione di Jennifer .
 
La famiglia di Guido, da ambo le parti, proviene da una lunga tradizione che si alterna a periodi di agricoltura e allevamento. Un profondo legame con la terra e un patrimonio di grandi capacità umane e dedizione. Se si volesse formalizzare l’inizio del recente percorso aziendale si potrebbe individuare una possibile data alla fine degli anni ’70, quando il papà Salvatore, ereditato la sua parte di terra dal nonno Orazio infrangeva il tabù della monocultura agrumicola (il limone) introducendo, nel tempo libero in quanto esercitante una diversa professione, alcune piante a quel tempo sconosciute chiamate avocado. Oggi, in quel piccolo pezzetto di terra, deteniamo più di 100 varietà diverse di alberi e piante, la metà dei quali subtropicali e tropicali. Il costante aumento della biodiversità così come il metodo di gestione a carattere non imprenditoriale ha di fatto favorito la propensione a tutta una serie di aspetti virtuosi dell’agricoltura indirizzandoci verso altri trend correlati, quali sviluppo sostenibile e autosufficienza. Quello che in principio era iniziato come un semplice hobby, gradualmente con gli anni è divenuto uno stile di vita. Ciò grazie anche alla presenza sul territorio, ai numerosi mercatini e gruppi di acquisto, in cui ci si diletta nel sensibilizzare i visitatori ai grandi problemi della nostra epoca attraverso curiose degustazioni di prodotti nuovi ed esotici. Nel 2015 Guido torna dai suoi viaggi in Nord Europa con l’idea di intraprendere un programma di scambi culturari in azienda. Fu durante uno di essi, una calda mattina d’estate del 2016, che incontrò Jennifer.
 
Ho lasciato Hong Kong nell’estate del 2016 in cerca di un’utopia: un sogno chiamato autosufficienza. Questo è come viene percepito in una città come Hong Kong. Certo, le utopie per definizione non esistono, ma l’obiettivo della mia partenza era chiaro. Non stavo inseguendo grandi ideali come la democrazia o la giustizia, queste sono le vere utopie di oggi. No, volevo semplicemente vivere in modo più autonomo. Fu allora che incontrai Guido. Suo padre possiede questo piccolo frutteto biologico in Sicilia con decine di varietà di frutta. Era solo… un sogno che si avvera.
Ricordo ancora quel giorno, mi è venuta a prendere alla stazione. All’improvviso ho sentito un’ondata di emozione. Forse perché era il mio compleanno. Quando Guido lo ha scoperto, mi ha portata al caffè davanti alla stazione e mi ha offerto una enorme brioche con gelato. Questo è stato il nostro dolce inizio. Il resto è storia. Negli anni, ho imparato sempre di più sulla cultura siciliana e sulla produzione alimentare, e quanto ciò sia distante dai consumatori, specialmente quelli delle grandi città. Raccontai a Guido quanto fosse difficile e costoso procurarsi cibo biologico in città. Lui mi disse perché non cercare di attenuare questo problema fornendo il nostro di cibo. È così che è nato Trepunti: una piattaforma per cibo e conoscenza – informazioni accessibili – per dare alle persone gli strumenti giusti per diventare Acquirenti Consapevoli. Non potrei immaginare un luogo più adatto della Sicilia per lanciare questo progetto.
 
Il 2015 è stato anche l’anno in cui Guido ha iniziato a prendere le redini dell’ azienda (all’epoca più una foresta oscura) e grazie ai numerosi programmi di scambio culturale l’ha riportata a una forma civile. La storia di Jennifer ha anche attirato molti amici di Hong Kong, curiosi della sua nuova vita e, soprattutto dopo che i riferimenti sociali di Trepunti sono stati diffusi online nel 2018, il fenomeno è cresciuto costantemente.
 
Fu in quel momento che capimmo che Trepunti doveva diventare una risorsa turistica, per contestualizzare cibo e informazione, arricchendo il progetto di un’esperienza completa della vita siciliana. Sono sempre stato interessato agli espatriati siciliani e alla biforcazione culturale avvenuta dopo il 1860 (anno di nascita dell’Italia come nazione), che ha istituito nuove comunità in luoghi come Nord e Sud America, Australia e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, Germania, Belgio e Francia. Ho sempre desiderato confrontarmi con loro, mantenere vivo il vecchio legame con la Sicilia, che li collega a noi. Molti ormai espatriati di seconda o terza generazione cercano di riconnettersi alle loro radici siciliane.
Lo stile di vita italiano è un’aspirazione per molti, l’agricoltura e il cibo sono alla base della cultura siciliana. Quindi è quello che abbiamo fatto, abbiamo combinato tutto questo in esperienze autentiche. Attraverso molti ostacoli e con una passione incessante, abbiamo spianato la strada per ciò che siamo divenuti oggi.